Voglio “davvero”

Quando voglio davvero qualcosa, non lo voglio perchè è giusto, perchè mi spetta o perchè è logico.
Spesso non lo voglio neppure perchè mi serve o perchè prevedo mi servirà.

Quando voglio qualcosa davvero, con un desiderio autentico e totale, lo voglio e basta.
Sento il calore dietro le viscere, poco più su dell’ombelico, accendersi e dilagare.

Non ci sono ragioni razionali. Le potete trovare dopo, dedurle, immaginarle, ma la realtà è che non ci sono. C’è solo quel calore e quel desiderio dentro, una decisione che viene da un profondo non controllabile, a cui posso solo adeguarmi, come a un richiamo a cui non si sfugge.

I rimanenti desideri, quelli che non nascono da quel calore, non sono che voglie a cui posso rinunciare.

6 Pensieri su &Idquo;Voglio “davvero”

  1. “Bisogno” io chiamo qualcosa di cui non posso fare a meno, a prescindere dalla mia volontà.

    Questo invece è proprio un “volere”.
    Potrei fare senza, potrei trovare alternative… ma non “voglio”.

    Mi spiego?

  2. Secondo il formatore antony robbins, tutto ciò che facciamo risponde ad un bisogno, “impulso”.

    Non è detto che sia qualcosa di davvero utile, affatto, ma risponde ad un bisogno “immediato”. Se ne può fare sicuramente a meno, ma in quel momento “impulso – bisogno”. Ti fa agire. Ogni azione è frutto di un “bisogno”, immediato o meno.

    Per conoscere la struttura dei propri “bisogni” basta guardare ciò che si fa comunemente. Osservando l’azione, si scoprono i propri bisogni.

    L’autore ha fatto una bellissima classificazione, solo 6 categorie. Io mi rendo conto che molte azioni sono inutili, ma soddisfano un “bisogno profondo”. non riuscendo a soddisfarlo compiutamente, allora rimango in superficie. Queste “azioni inutili” non sono altro che la spia di un bisogno profondo, rimanendo in superficie io compio azioni, voglio cose, con intensità apparentemente minima, banale, inutile. E non ne voglio altre invece. Perché?

    Perché le altre non soddisfano, nel mio caso, non sono palliativi di alcun bisogno profondo.

    In realtà io davvero “non posso fare a meno”. Però sembra che possa “farne a meno” per un motivo: quell’oggetto che voglio non soddisferà il mio bisogno profondo ma è un palliativo. Ma il desiderio di quella stupidaggine è specchio di qualcosa che è ancora più a fondo.

    Riporto lo schema dei bisogni dell’autore, per dare un’idea più chiara:

    Bisogno di

    Sicurezza;

    Varietà;

    Importanza;

    Connettività (comunione, rapporti, amore)

    Crescita;

    Contribuzione.

    Dipende da quali siano i bisogni più sentiti, le parti mancanti. Ad esempio molti gingilli inutili soddisfano il bisogno di “varietà” insito nell’uomo. Il gingillo è inutile ma il bisogno di “varietà” è profondissimo. Si può rinunciare al gingillo, ma il bisogno di varietà tornerà a farsi sentire e occorrerà soddisfarlo in altro modo, è biologicamente connesso alla natura umana. Però è un discorso molto articolato.

    ciao.

  3. E’ un punto di vista davvero molto interessante, ma a mio avviso un po’ spostato rispetto all’argomento.
    Molto in generale è vero, quel che facciamo risponde ad un “bisogno”, un “impulso”. E sempre con un forte zoom-out ogni bisogno rientra più o meno nelle categorie citate.

    Ok, ma in quest’ottica non sono uguali “desideri” e “bisogni”? Non sembrano due facce di uno stesso concetto, l’uno manifestazione e l’altro origine dell’azione/pensiero?

    Io mi riferivo più che altro all’intensità del sentimento, comunque lo si voglia chiamare.

  4. E se l’intensità dipendesse solo dalla difficoltà di procurarsi il bene? Un bene che posso procurarmi all’istante non ha una forte intensità. L’intensità deriva dalla difficoltà, dalla carenza. Come mi si diceva nei corsi di marketing: “ciò che è gratis non vale niente”.

    C’è gente che lotta fino allo spasimo per ottenere un lavoro, lo desidera, ne ha bisogno, e chi ce l’ha lo disprezza.

    Per uno è una meta, per l’altro una seccatura quotidiana.

    Prendi una persona, lasciala morta di fame due settimana, e vedrai come il “bisogno” rende l’intensità del suo sentimento fortissimo: ucciderebbe pur di procurarselo.

    Credo che dalla situazione, molto più che dal resto, derivi la percezione umana di ciò che è desiderio bruciante e di ciò che non lo è.

    Ciao, buona giornata

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