L’ultima sigaretta

Gli aerei che decollavano davanti, la strada con gli autobus dietro.
In quel luogo appartato, seduta sull’erba che cresceva tra la strada e la recinzione, in quella decina di metri dimenticati da tutti. Tonnellate di metallo si alzavano da terra con grazia, quasi non avessero peso. Il rumore del traffico ovattato dalla distanza.

G. si infilò la mano nella tasca posteriore dei jeans e ne estrasse il pacchetto di Marlboro. Non ne restavano molte, alcune erano un po’ schiacciate. Ne sfilò una con grande lentezza, sentendone la consistenza, il poco peso, la carta sottile. Ne vide qualche piccolo filo di tabacco giallastro cadere dall’estremità.
Nessuno parlava la sua lingua in quel Paese. Era volata lì per lavoro, si apprestava a volare via, erano stati solo pochi giorni. Non le rimanevano ricordi particolari, nessuna nostalgia, poche fotografie nemmeno molto belle. Ma una decisione – l’ultima sigaretta.

Quando qualcosa finisce ne resta il ricordo, quando si appresta a finire una nostalgia preventiva. E l’ultima sigaretta non può avere il sapore delle mille che l’hanno preceduta, non le ricorda neppure.
Ascoltò il suono immaginario dei polpastrelli che accarezzavano il filtro, poi delle labbra che lentamente si schiudevano. Guardò il tubetto bianco che teneva tra il pollice e l’indice, verticale, e respirò profondamente. Profumo d’aeroporto, d’aiuola, di bus. E il sole del pomeriggio che splendeva dall’alto.

Sempre dai jeans comparve anche l’accendino.
Si sedette nell’erba, decine di metri tra lei e la folla. Un silenzio fittizio, di rumori distanti. G. si lasciò cullare qualche secondo, poi sfregò decisa il pollice sulla rotella, proprio al centro, e vide la fiamma levarsi.
La guardo assorta, immobile nella calma pomeridiana, piccola, calda. Sorrise.
Poi con gesto abituale, ma nuovo perché finale, accese.
Era iniziata, era l’ultima sigaretta.

2 Pensieri su &Idquo;L’ultima sigaretta

  1. Poi con gesto abituale, ma nuovo perché finale, accese.
    Il gas inodore usciva lentamente dalla piccola fessura, L’esplosione fu istantanea G. non riuscì a fumare la sua ultima sigaretta.

    Bello il tuo racconto ..mi sono per4messo di cambiare il tuo finale
    un sorriso
    Mauri

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