Parlare piano

Parlare piano vuol dire accettare il rischio che nessuno ti senta.
Che nessuno si accorga di te, ti risponda, magari ti apprezzi.

Parlare piano significa accettare la possibilità di essere i soli ad ascoltarsi, e dunque prendersi la responsabilità di piacersi.
Senza un pubblico da soddisfare, quello che dici lo dici sul serio, senza scuse, lo devi pensare. E’ impegnativo, perché se nessuno ti ascolta puoi deludere solo te stesso, senza scuse per far finta di niente.

Parlare piano vuol dire pensare bene alle proprie parole.
Pronunciale bene, fare discorsi coerenti, saper spiegare o far intuire, risvegliare emozioni con la forza del contenuto, invece che con il trasporto dell’enfasi.
Parlare piano richiede controllo, consapevolezza, concentrazione, chiarezza. Si può parlare piano solo se si sa quel che si sta dicendo e lo si crede.

Solo chi è forte sa parlare piano.
Gli altri biascicano, sussurrano, sospirano. Oppure strillano.
Se davvero si vuol essere ascoltati, il segreto è saper parlare piano.

2 Pensieri su &Idquo;Parlare piano

  1. Pensa che dalle mie parti (Sicilia) non parlano neanche se interrogati!

    Non hanno il senso dell’umorismo però, quando stai attento a decodificare il senso di ogni parola detta o ascoltata, allora l’humour è un elemento di disturbo nella comunicazione.

    Ciao!

  2. Pingback: Aprile | Il vuoto nel contenitore

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